O peggio, trasformati illecitamente in B&B, senza che nelle casse dell'ente arrivi un solo euro. È con questo che ha dovuto fare i conti il direttore generale del Sant’Alessio, Massimo Canu, quando nel 2024 è stato chiamato dal centrodestra a risollevare l’ente commissariato. Il suo primo atto è stato bloccare la delibera per la vendita in blocco di immobili per un valore complessivo di 52 milioni di euro. Una decisione che avrebbe generato alcuni contrasti interni, davanti ai quali il dg ha tirato dritto, convinto che liquidare il patrimonio immobiliare dei ciechi sarebbe stato un palliativo, non certo la cura. E lo scorso anno, per rispondere alle preoccupazioni dei genitori che lamentavano servizi a singhiozzo e timori per il futuro, Canu aveva chiarito la grave situazione in cui versa il Sant’Alessio.