Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

10 APRILE 2026

Ultimo aggiornamento: 18:33

All’Istituto per ciechi Sant’Alessio Margherita Di Savoia, storico punto di riferimento per ciechi e ipovedenti (a Roma e non solo) i problemi di bilancio sono da anni una costante. Ma solo durante la gestione del direttore generale Massimo Canu, vicinissimo a Fratelli d’Italia, sarebbe iniziato il declino del servizio, almeno stando a quanto emerso da un’inchiesta di Fanpage, che ha raccolto le testimonianze dei lavoratori, dei pazienti e delle loro famiglie.

Canu si è dimesso il 3 aprile, il giorno della pubblicazione dell’articolo, senza rilasciare alcun commento. Già il 19 marzo, la Regione Lazio aveva discusso il suo caso. Del resto la sua nomina è firmata a luglio 2024 dal governatore FdI Francesco Rocca: il Sant’Alessio infatti è un ente pubblico vigilato dalla Regione Lazio. In Commissione trasparenza, le opposizioni avevano puntato il dito sul direttore generale, sostenendo l’assenza di requisiti per la nomina al vertice dell’istituto. Il presidente della commissione, l’esponente del Pd Massimiliano Valeriani, aveva citato una “gestione completamente fuori controllo, con 35 lavoratori che si sono dimessi per incompatibilità ambientale, assunzioni di persone non qualificate, servizi al collasso, consulenze che sarebbero state affidate a parenti di dirigenti”. Perfino l’esponente Fdi Massimiliano Maselli, assessore regionale ai Servizi sociali, aveva descritto una “situazione ampiamente compromessa”. Massimo Canu è il marito della viceministra del lavoro Maria Teresa Bellucci. Stando a Fanpage, non mancano gli incroci tra Sant’Alessio e il governo Meloni.