«L’auto del futuro deve avere capacità sovrumane». Era il gennaio 2016, ed eravamo al CES di Las Vegas: in una piccola sala del casinò MGM Grand Jensen Huang, amministratore delegato di Nvidia, interviene in un incontro ristretto con i giornalisti e ci racconta la sua visione per il futuro della guida autonoma. Complice anche l’ottimismo che si respirava in quei mesi nel settore automotive, dalle sue parole ci sembrò che quel futuro fosse ormai prossimo, che quasi lo si potesse sfiorare. Avanti veloce ai giorni nostri: esattamente dieci anni dopo Huang torna a Las Vegas, dove ormai ogni anno è accolto negli stadi da folle oceaniche come una rockstar, per presentare Alpamayo 1, una nuova famiglia di modelli di intelligenza artificiale open-source «che portano il ragionamento nei veicoli autonomi, consentendo loro di riflettere su scenari insoliti, guidare in sicurezza in ambienti complessi e spiegare le proprie decisioni di guida».

Ci risiamo: dopo un decennio in cui di quelle “capacità sovrumane” anticipate dal CEO di Nvidia non si è vista ancora traccia, Huang torna all’attacco più deciso che mai: «La nostra visione - ha spiegato qualche giorno fa dal palco dell’Hotel Fontainebleau - è che un giorno ogni singola auto e ogni singolo camion saranno autonomi, e stiamo lavorando per quel futuro».