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Ultimo aggiornamento: 13:55

Se a Davos vi fosse capitato di incrociare Jensen Huang, fondatore e Ceo di Nvidia, probabilmente non lo avreste riconosciuto. Eppure, è lui l’uomo che più di chiunque altro sta costruendo le fondamenta fisiche della rivoluzione dell’Intelligenza Artificiale. La sua visione è lontana dall’apocalisse ma anche dall’euforia cieca.

L’AI non è una moda né una bolla, ma un cambio di paradigma paragonabile all’avvento di Internet. Con una differenza decisiva, sta dando vita al più grande cantiere infrastrutturale della storia umana. Per capirlo, Huang invita a immaginare l’AI come una torta a cinque strati, tutti indispensabili e tutti già in costruzione. Il primo strato è l’energia. L’AI che ragiona consuma quantità enormi di elettricità. Senza una energia abbondante e stabile, preferibilmente pulita, l’intero edificio crollerebbe.

Il secondo strato è l’hardware. Chip specializzati, GPU, semiconduttori. È qui che Nvidia gioca in casa e la fa da padrone. I processori sono i mattoni del cervello digitale, senza i quali resterebbe solo pura teoria.