Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
La Guida Suprema ha accusato i manifestanti di “rovinare le proprie strade per compiacere il presidente di un altro Paese”, un riferimento diretto a Donald Trump, liquidato come uno degli “arroganti del mondo”
La leadership iraniana ha alzato il livello dello scontro con i manifestanti che da oltre dodici giorni scendono in piazza in tutto il Paese, trasformando una protesta nata contro il collasso economico in una delle più serie sfide al potere della Repubblica Islamica negli ultimi anni. In un discorso trasmesso oggi dalla televisione di Stato, la Guida Suprema Ali Khamenei ha segnalato chiaramente che le forze di sicurezza sono pronte a reprimere con durezza le mobilitazioni, mentre dalla platea si levavano cori di “Morte all’America”.
Khamenei ha accusato i manifestanti di “rovinare le proprie strade per compiacere il presidente di un altro Paese”, un riferimento diretto a Donald Trump, liquidato come uno degli “arroganti del mondo” con le mani “sporche del sangue degli iraniani”. Il leader iraniano ha evocato figure storiche abbattute al culmine del loro potere — dal Faraone a Nimrod, fino agli ultimi scià di Persia — promettendo che anche Trump subirà la stessa sorte. Al tempo stesso, ha avvertito che la Repubblica Islamica “non cederà di fronte ai sabotatori”, accusando potenze straniere di fomentare il caos.







