«La scorsa estate ero a un festival. Sul palco cantavano Graham Nash e David Crosby. Poi a loro si è unita anche Bonnie Raitt. E io pensavo come fosse strano che non conoscessi tutti i loro pezzi e che, in questi anni, non avessimo mai girato insieme. Allora sono andata da Nash e gli ho detto: Graham, mi piacerebbe lavorare con te e con gli altri. Insieme potremo fare delle cose interessanti. E Nash mi ha risposto, con la sua consueta istintività: It’s about fucking time, sarebbe veramente ora. Spero proprio di poter combinare qualcosa, anche se per ora non c’è nulla di definito». Joan Baez compirà cinquant’anni il prossimo 9 gennaio. I suoi capelli corti sono un po’ ingrigiti, e lei non li nasconde. Non nasconde neppure qualche ruga, ma gli occhi, neri, sono vivi, le mani belle, lunghe e curate. E come un’indiana porta orecchini, braccialetti e monili, semplici e d’argento.

Da un mese e mezzo è di nuovo on the road per un tour europeo. «Non ho mai avuto, nella mia vita, un momento di così intenso desiderio di musica», confida. E poi, come per non prendersi sul serio, ironizza: «Data l’età, mi rendo conto che la mia voce non potrà rimanere sempre la stessa. Meglio approfittare di questi ultimi anni che mi rimangono per poter stare sul palco».