Sanremo, dice, è stato “come gettarsi da una montagna”. Ma ora che è uscita dal guscio, Joan Thiele non si ferma più. E dopo il tour, torna in studio

di Deborah Ameri

Popstar raffinata, cantautrice, musicista e producer. Un pezzo di cuore a Desenzano del Garda, dove è cresciuta, un altro in Colombia, Paese d’origine del padre (di nazionalità svizzera). Passando per Londra che, giovanissima, ha lanciato la sua carriera. Joan Thiele ha sempre cercato di nascondersi in studio dove produceva brani, componeva testi e colonne sonore (ha vinto il David di Donatello con Proiettili, dal film Ti mangio il cuore). Finché nel 2025 ha partecipato a Sanremo e tutto è cambiato. È arrivato il primo album in italiano, Joanita, e un lungo tour di grande successo concluso a dicembre: “È stato un anno impegnativo, ma ora mi chiudo in studio e mi concentro sulla scrittura. Voglio dedicarmi a fare cose nuove”.

La sua musica nasce da identità mescolate.

“Per me il viaggio è sempre stato fondamentale. Il movimento mi ha insegnato tante cose. Vedere posti diversi, avere un pezzo di famiglia qui e uno là, è stato qualcosa di meraviglioso, che si riflette anche nella produzione musicale. Tutti i luoghi sono importanti, anche quelli piccoli, provinciali, che spesso vengono sottovalutati ma sono i più intimi. Ogni tanto ho bisogno di rifugiarmi nella mansarda a casa di mia madre sul lago di Garda”.