Non sarà un buon anno nemmeno il 2026.

Gli auspici che arrivano dal Pignarûl Grant di Tarcento (Udine), il più grande falò propiziatorio del Friuli, parlano di mesi difficili, segnati da incertezze economiche e geopolitiche, ma anche della possibilità di trasformare le criticità in opportunità collettive.

È il vaticinio pronunciato dal Vecchio Venerando, Andrea Maroè.

Figura simbolica di nonno e narratore, custode della memoria delle antiche Epifanie, Maroè ha osservato le lingue di fuoco e le faville del falò per interpretarne i segni, secondo un rituale che si tramanda da secoli. Secondo le sue interpretazioni sulla direzione presa dalla colonna di fumo l'andamento del 2026 non è incoraggiante: "il fumo, dopo essere salito dritto verso il cielo, ha cambiato direzione piegando verso nord", ha dichiarato, presagio che nella tradizione popolare rimanda a difficoltà e prove da affrontare.

"L'auspicio per tutti non è buonissimo - ha spiegato - L'idea però è che non dobbiamo andare a cercare soluzioni altrove, nei mercati o per il mondo, ma impegnarci qui perché le cose migliorino. Sarà un anno difficile dal punto di vista geopolitico ed economico, ma se i giovani mettono insieme il loro contributo possiamo trasformare una possibile situazione drammatica in un'opportunità per tutti".