PORDENONE - Per ricucire lo strappo ci sono poche ore. Esattamente ventiquattro, se facciamo partire il cronometro da oggi. E c’è una buona probabilità che alla fine ci si riesca, salvando così uno dei simboli della tradizione pordenonese. Ma la tensione c’è, anche molto alta. Il motivo? Alcune litanie che nelle intenzioni dovevano accompagnare lo storico Pan e Vin della Comina non sono piaciute. A chi? A chi la manifestazione la ospita, quindi ai massimi vertici dell’Opera Sacra Famiglia, che amministra il Villaggio del Fanciullo.

La presidenza dell’ente che ospita il Pan e Vin più importante di Pordenone mette subito in chiaro un concetto: «Il falò non è in discussione, troveremo sicuramente un punto di incontro. Ma è mancato il coordinamento tra le diverse associazioni». Le litanie storiche del Pan e Vin, infatti, sono un lavoro congiunto tra diversi sodalizi. Ognuno pensa e poi scrive una o più strofe. Ma qualcosa è andato storto. A far storcere il naso all’ente che ospita la serata del 5 gennaio sono state «alcune quartine decisamente ripetitive su alcuni temi molto delicati, come l’immigrazione e le diverse religioni. Per questo abbiamo dato alcuni spunti che speriamo facciano riflettere». Tradotto, alcune frasi sulla realtà pordenonese sono state giudicate un po’ “spinte”. Soprattutto quelle che facevano riferimento alla presenza degli stranieri, alle loro abitudini e alle convinzioni religiose.