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Dopo l’annuncio di Caracas sul rilascio di detenuti, cresce l’attesa per la liberazione di italiani e italo-venezuelani arrestati per motivi politici. Tra isolamento, sparizioni e carceri simbolo della repressione, le famiglie sperano

Cresce l'attesa per la liberazione dei cittadini italiani e italo venezuelani detenuti in Venezuela dopo l'annuncio di Jorge Rodríguez, presidente dell'Assemblea nazionale, che ha comunicato il rilascio di un "numero importante" di detenuti venezuelani e stranieri. Oltre ad Alberto Trentini, ci sarebbero altri 27 connazionali coinvolti per motivi legati alla politica, all'attività professionale o all'espressione di opinioni considerate scomode al governo di Maduro.

Tra i casi più noti si segnalano Daniel Enrique Echenagucia, imprenditore di Avellino, arrestato con la famiglia il 2 agosto 2024. Rilasciati i familiari, lui è scomparso per settimane. Dopo la sparizione forzata, oggi è detenuto a El Rodeo I, quasi in stato di isolamento totale. Da oltre un anno in carcere anche Mario Burlò, imprenditore torinese, trattenuto secondo i familiari senza motivi chiari. Burlò sarebbe partito nel 2024 per andare in Venezuela per esplorare nuove opportunità imprenditoriali, ma non è più tornato. "Non lo vedo dal novembre 2024. Mi aveva detto che sarebbe partito per il Venezuela", ha detto la figlia in un'intervista al Corriere della Sera di Torino, affermando di averlo sentito solo a "ottobre scorso, dopo undici mesi senza alcun contatto".