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24 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 9:09

I conti non tornano: la presidente ad interim del Venezuela Delcy Rodríguez ha annunciato la scarcerazione di 406 prigionieri politici ma Ong come Foro Penal e altre fonti indipendenti registrano appena 167 scarcerazioni nel corso del 2026, inclusi gli italiani Alberto Trentini e Mario Burlò. Il rilascio più recente: Rafael Tudares, genero dell’ex-candidato presidenziale Edmundo González Urrutia. “È stata una lotta dura, lunga più di un anno”, dice la moglie, Mariana González, chiedendo “piena libertà” per suo marito. Tudares è quindi scarcerato, ma non libero: deve “astenersi di rilasciare dichiarazioni sui media o commenti sui Social”, si legge nell’ordine di scarcerazione. Era sicuramente il caso di Alberto Trentini, che è stato comunque messo a rischio con il video inviato dalla Farnesina al Tg1.

Le persone scarcerate in Venezuela sono costrette a tacere. Caracas non ha reso noto alcun elenco che attesti le scarcerazioni, le Ong invece sì. Nel frattempo spuntano nuovi nomi di detenuti: ne rimanevano 777, secondo stime ufficiali, ma in realtà sono oltre un migliaio. L’elenco aggiornato è stato presentato al segretario di Stato Usa Marco Rubio, incaricato di gestire le scarcerazioni a Caracas, dal Casla Institute. “Dopo l’avvio delle scarcerazioni abbiamo ricevuto trecento nuove segnalazioni: ne abbiamo confermato cento. Molte famiglie non hanno denunciato la prigionia dei loro cari per paura e perché minacciate dalle autorità e dalle guardie”, assicura l’avvocato Alfredo Romero, fondatore di Foro Penal. Tra i casi rimasti nell’ombra, quello degli sposi Patrick Zamora, 42 anni, e María Dalis, 50 anni, portati via senza mandato di cattura e lontani da un giusto processo. “Mi era stato detto che denunciare la loro prigionia avrebbe complicato le cose”, ammette la loro figlia, Julianny Flores, 25 anni, che ha scelto di rompere il silenzio. Ma potrebbe essere tardi. I riflettori sono già altrove, come anche l’attenzione dell’amministrazione Usa, indirizzata alla Groenlandia. “Ne hanno liberati molti. Usciranno praticamente tutti”, ha assicurato Donald Trump, interpellato a dal giornalista spagnolo David Alandete. Il dossier è stato portato anche presso l’Organizzazione degli Stati americani, dove l’ambasciatore Usa, Leandro Rizzuto, ha chiesto “il rilascio incondizionato di tutti i prigionieri ingiustamente trattenuti”, confermando la stima di “circa mille persone” ancora in cella.