Le proteste antigovernative in Iran hanno raggiunto il decimo giorno consecutivo, con scontri sempre più violenti in oltre 250 località di 27 province su 31. Il regime intensifica la repressione nonostante l’appello del presidente Masoud Pezeshkian a non colpire i manifestanti pacifici. Ieri, ampi movimenti logistici dell’aviazione militare americana sembravano segnalare l’imminenza di un attacco statunitense e israeliano a supporto dei manifestanti, con l’intento di facilitare un cambio di regime. Secondo alcune fonti non controllate, l’anziano Ayatollah Ali Khamenei sarebbe pronto alla fuga.
In Campania, una spartizione da manuale Cencelli, alla faccia del grillismo. In Puglia, l’ombra del solito Michele Emiliano come assessore, con tanti saluti a Elly Schlein che sognava la fine dei cacicchi meridionali. Partono le due nuove giunte regionali del centrosinistra al Sud e c’è subito aria di muffa, politicamente parlando.
«Dobbiamo servire le istituzioni, non i partiti», dice Roberto Fico alla prima riunione della giunta della Campania. E c’è assolutamente da capirlo, visto che guida una coalizione da incubo, formata da otto partiti e con il più importante, il Pd, che è guidato da Pietro De Luca, figlio di Vincenzo, il suo ingombrante precedessore. L’ex presidente ha indicato, nella prima riunione, gli obiettivi principali dai quali muovere. Sono la sanità, i trasporti, le imprese e l’ambiente. Ma prima di tutto c’è il bilancio, da approvare entro fine mese e che ovviamente sarà un documento targato De Luca senior. Gli darà sicuramente una bella mano Fulvio Bonavitacola, ex braccio destro del suo predecessore salernitano, che ha avuto le deleghe alle Attività produttive e allo sviluppo economico.













