Risalgono soltanto a sei anni fa i resti ossei ritrovati a Cecchignola, in una grotta nella zona di Roma Sud. Non appartengono quindi a Emanuela Orlandi (fonte: La Stampa). Due gli scheletri ritrovati a Cecchignola a ma nessuno di questi appartiene alla cittadina vaticana misteriosamente scomparsa nel cuore di Roma il 22 giugno del 1983. “Tutte le volte che a Roma si scava o vengono ritrovate delle ossa, si pensa a Emanuela”: ha dichiarato in più occasioni il fratello dell’allora 15enne scomparsa, Pietro Orlandi. Soltanto un mese fa si era ipotizzato potesse esserci il suo corpo nella botola ritrovata sotto la Casa del Jazz a Roma dove sono ancora in corso degli scavi anche se per ora i lavori sono interrotti. Poco più di un anno fa, la stessa ipotesi era avanzata quando vennero ritrovati altri resti ossei umani nel vano ascensore di un padiglione dell’ospedale San Camilo di Roma. E ancor prima, nel novembre del 2018 era stato fatto il nome di Emanuela quando erano stati ritrovati resti umani sotto le assi del pavimento del Palazzo della Nunziatura Apostolica a Roma. In nessuno di questi casi è stato rintracciato un collegamento col caso della Vatican Girl e nemmeno in quest’ultimo.