C’è stato un momento, circa dieci anni fa, in cui le avventure narrative sembravano il futuro imprescindibile del videogioco. Lo studio che guidava quella rivoluzione era Telltale Games (The Walking Dead, The Wolf Among Us). Quando quel gigante è crollato, i suoi talenti non sono spariti: si sono riorganizzati, hanno imparato dagli errori del passato e hanno fondato AdHoc Studio.

Il risultato di questa rinascita è Dispatch, un'opera che mescola la struttura episodica classica con un concept geniale: invece di controllare i supereroi mentre salvano il mondo, il giocatore veste i panni di chi risponde alle chiamate d'emergenza e gestisce i "vigilanti" dalla scrivania, tra burocrazia, problemi personali e monitor scricchiolanti. Immaginate l'ufficio di The Office o Slow Horses, ma popolato da persone con superpoteri, dubbia moralità ma il cuore di Ted Lasso.

Ma Dispatch non è solo un successo di critica e pubblico; è un piccolo miracolo produttivo. Nato inizialmente come progetto live-action e poi trasformato radicalmente durante la pandemia, il gioco ha rischiato di far chiudere lo studio più volte prima di vedere la luce, grazie agli investimenti di Critical Role, il gruppo di attori e doppiatori diventati famosi con le loro sessioni live di gioco di ruolo (e infatti alcuni di loro, come Laura Bailey e Matthew Mercer, prestano la loro voce). Con un cast stellare che include nomi come Lance Reddick, Aaron Paul e Jeffrey Wright, il titolo rappresenta una scommessa vinta sulla forza della scrittura nei videogiochi.