L'apparizione di Hideo Kojima e del suo fidato braccio destro artistico, Yoji Shinkawa, al Lucca Comics & Games è stata, come da tradizione, un evento capace di trascendere il momento di approfondimento videoludico. Kojima e Shinkawa sono saliti sul palco insieme, due figure inseparabili da decenni, padre e architetto dell’immaginario contemporaneo del videogioco, e in alcune occasioni accompagnati anche da Luca Marinelli e Alissa Jung, che sono stati tra i protagonisti di Death Stranding 2.

Accolti da un’ovazione che sembrava più un rito che una semplice presentazione, d’altronde Lucca, con i suoi affacci dai balconi e le conferenze in splendide chiese si presta alla santificazione di certe icone. E come ogni rito c’è stata anche la parte del mistero, ovvero ciò che avviene a porte chiuse dentro i templi, solo che era semplicemente la sala stampa, dove Kojima e Shinkawa hanno fatto ulteriori riflessioni.

«Negli anni Duemila», ha raccontato Kojima, «Internet è diventato qualcosa di normale. Potevamo connetterci ovunque, in tempo reale. Quella connessione doveva essere la nostra forza, ma i social media hanno preso una direzione diversa. Le persone dicono tutto ciò che vogliono, e a volte si avvicinano troppo, fino a cozzare, si passa dalla connessione allo scontro. Io non sono contro la tecnologia, anzi, ma volevo che tutti potessero rivivere anche l’esperienza analogica che avevamo prima».