Non avremmo dovuto riconnetterci. Nel 2019, a pochi mesi dall’inizio di una pandemia globale che ha spezzato l’umanità nel mondo reale, Death Stranding arrivò quasi come una premonizione: un evento straordinario avrebbe obbligato miliardi di persone ad allontanarsi tra loro, vivere nella paura e aspettare il momento in cui si sarebbero riconnessi gli uni agli altri. Nel mondo apocalittico creato da Hideo Kojima, la speranza era riposta in un uomo, un semplice corriere dotato di poteri soprannaturali noti come Dooms, che pacco dopo pacco, consegna dopo consegna, raggiunge ogni angolo di ciò che era rimasto del Nord America, imbastendo una rete chirale che li avrebbe finalmente riuniti – riconnessi gli uni agli altri.