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6 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 9:07

Il colpo delle Forze Delta della Cia e la caduta di Maduro hanno inflitto un duro colpo al Chavismo, senza però intaccarne l’essenza. Nel giorno in cui la presidente ad Interim, Delcy Rodríguez, si insedia presso l’Assemblea nazionale, il Paese ritrova la normalità. Certo: i militari sono nelle strade, con posti di blocco a Plaza Altamira e presso la Cota Mil, ma la presenza è ridotta a metà rispetto a sabato. Servizi pubblici, trasporti e attività commerciali ripartono con il ritmo e le abitudini pre-attacco Usa. “C’è calma, una calma tesa. Maduro è andato via, ma il chavismo è rimasto al potere”, spiega il giornalista Manuel Arends a Ilfattoquotidiano.it. “Non ci sono stati festeggiamenti nelle strade”, ha aggiunto Arends smentendo le fake news girate nelle ultime ore. “Gli oppositori hanno paura di dire la loro e la gente non ha capito cos’è successo, anche perché la notizia si è diffusa tardi e con versioni discordanti”. Nel frattempo, alcuni residenti a Caracas ci ricordano che “mercoledì riparte la scuola” e lo spauracchio più grande resta in fondo l’economia: “Il Bolívar non basta. E l’inflazione vola verso il 600%”. Anche Mara Gutiérrez, che vive nella baraccopoli di Petare, la più popolosa di Caracas, a Ilfattoquotidiano.it racconta: “Al di là dello spavento è cambiato ben poco. Qui la crisi ci ha costretto all’autogestione, ci puliamo la strada da soli e cooperiamo tra vicini”.