Secondo l'Atlantic Council, questi gruppi risultano integrati nell'economia illecita controllata dallo Stato venezuelano e, in alcuni casi, in apparati amministrativi e di sicurezza, consentendo a Hezbollah di muovere fondi, merci e persone con un elevato grado di protezione politica e diplomatica. Un'analisi parallela della Rand Corporation colloca il Venezuela, insieme alla cosiddetta Zona di triplice frontiera tra Argentina, Brasile e Paraguay, tra gli hub storici delle attività legate a Hezbollah in America Latina. Tuttavia, secondo la Rand, dopo l'ascesa di Maduro il baricentro operativo delle reti si sarebbe progressivamente spostato verso Caracas, favorita da zone franche, corruzione diffusa, controlli deboli e da legami politici sempre più stretti con Teheran. Sul piano regionale, la Rand sottolinea che Hezbollah utilizza l'America Latina soprattutto per diversificare le proprie entrate e rafforzare la resilienza finanziaria. Pur restando il sostegno iraniano la principale fonte di finanziamento, le attività criminali nel continente rappresentano un'integrazione significativa, con reti coinvolte nel traffico di droga e armi, nel contrabbando di oro e risorse naturali, nel riciclaggio attraverso il commercio internazionale e nella produzione di documenti falsi per facilitare spostamenti transnazionali.