Nelle prime ore della sua detenzione negli Stati Uniti, Nicolás Maduro ha scoperto cosa significa passare da uomo più protetto del Venezuela a detenuto federale negli Stati Uniti, mani e piedi legati da catene come il più pericoloso dei criminali, con un supertestimone che potrebbe inchiodarlo. Maduro e la moglie Cilia Flores si trovano ora al Metropolitan Detention Center di Brooklyn, un carcere di transito che ospita imputati in attesa di processo e che, da anni, giudici e associazioni per i diritti civili descrivono come uno dei luoghi più degradati del sistema penitenziario federale americano. L'MDC è un grande complesso sovraffollato, dove le celle restano chiuse per gran parte della giornata, l'assistenza medica è carente e i problemi strutturali (si parla di infiltrazioni, muffa, acqua sporca, riscaldamento inadeguato) sono oggetto di cause legali e richiami ufficiali. Qui sono passati, in tempi recenti, imputati di alto profilo. È qui che è passata Ghislaine Maxwell, complice del pedofilo Jeffrey Epstein. È qui che è stato rinchiuso Joaquín "El Chapo" Guzmán, capo del cartello di Sinaloa, e dove ora si trova anche Luigi Mangione, in attesa del processo per l'omicidio del ceo Brian Thompson. Ed è qui che Maduro attende la sua prima comparizione davanti a un giudice federale, prevista per oggi.
Maduro in prigione tra i topi, oggi sarà davanti al giudice. E c'è un supertestimone
Nelle prime ore della sua detenzione negli Stati Uniti, Nicolás Maduro ha scoperto cosa significa passare da uomo più protetto del Venezuela a detenuto federale negli Stati...











