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Ultimo aggiornamento: 19:47
Clamorosa marcia indietro del Dipartimento di Giustizia Usa su una delle accuse rivolte all’ormai ex presidente del Venezuela Nicolás Maduro: quella di essere a capo di un cartello di narcotrafficanti chiamato “Cartel de los Soles”. Secondo il New York Times, i procuratori americani continuano a contestare a Maduro – catturato il 3 gennaio con un blitz militare a Caracas – di aver partecipato a una cospirazione legata al narcotraffico, ma hanno abbandonato la definizione di “cartello“, parlando invece, negli ultimi atti, di un “sistema di patronato” e di una “cultura della corruzione” alimentata dai proventi della droga. Il super-testimone su cui si basava l’accusa, d’altra parte, era tutt’altro che attendibile: si tratta di Hugo “El Pollo” Carvajal, ex capo dell’intelligence militare venezuelana detenuto negli Usa per narcotraffico, che in una lettera inviata a Donald Trump ha affermato di aver assistito alla trasformazione del governo chavista in “un’organizzazione criminale” guidata da Maduro e altri alti funzionari, con l’obiettivo di “usare la droga come arma contro gli Stati Uniti”. “El Pollo” ha però diffuso più volte in passato rivelazioni-bufala smentite in sede giudiziaria, come l’accusa al Movimento 5 stelle di aver ricevuto attraverso Gianroberto Casaleggio finanziamenti dal Venezuela per 3,5 milioni di euro.













