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Durante la conferenza stampa in cui ha celebrato l’attacco in Venezuela, Donald Trump ha citato un principio ottocentesco noto come “dottrina Monroe”, sostenendo che la sua amministrazione lo abbia superato e aggiornato. La dottrina Monroe risale al 1823, prende il nome dal presidente James Monroe e affermava che gli Stati Uniti dovevano avere una supremazia incontrastata sull’emisfero occidentale, cioè di fatto sulle Americhe. Trump ha sostenuto che gli Stati Uniti stiano ripristinando questa supremazia.

Non è la prima volta che Trump tira fuori questa dottrina, nota perlopiù agli storici. La sua amministrazione ci si ispira esplicitamente e dice di applicarne una versione aggiornata, che sabato Trump ha chiamato con lo stesso nome utilizzato da analisti e commentatori: “Donroe”, una crasi tra il suo nome e Monroe. Il termine era stato coniato dal tabloid New York Post in una copertina di un anno fa, e ha avuto un certo successo sui media. Trump e i suoi alleati sembrano averlo apprezzato.

Di un ritorno alla “dottrina Monroe”, o “Donroe” in questa sua versione rinnovata, si parla da mesi, per le mire espansionistiche di Trump e per le altre operazioni delle forze armate statunitensi (ci torniamo tra poco).