L’operazione Absolute resolve che ha portato alla cattura del presidente venezuelano, Nicolás Maduro, e della moglie, Cilia Flores, è soltanto la concretizzazione di una nuova fase della politica estera statunitense. Donald Trump lo ha chiaramente spiegato ripartendo dalla cosiddetta Dottrina Monroe, risalente al 1823 e che prende il nome dal presidente americano James Monroe. Questa teoria affermava che gli Stati Uniti dovevano avere una supremazia incontrastata sull’emisfero occidentale, cioè di fatto sulle Americhe.

A Pisa passano due mesi e, davanti a un’indagine per violenza sessuale aggravata su una quattordicenne, la risposta è un obbligo di dimora. Solo un confine geografico da non superare. A Bologna, invece, passa più di un anno e, per una rapina in abitazione con un diciassettenne immobilizzato con delle fascette da elettricista, viene individuato e arrestato uno dei tre aggressori. Gli altri restano un’ombra.

Pronti a tutto, anche a mentire, pur di arrivare al risultato. L’obiettivo del Comitato del No è convincere gli elettori a recarsi al referendum per votare contro la riforma della giustizia approvata in Parlamento. Disinnescare le tesi del Sì portando gli argomenti di chi è contro. Almeno dovrebbe essere così, eppure sorprendono i mezzi utilizzati dal Comitato del No. «Vorresti giudici che dipendono dalla politica? Al referendum vota no», si legge a caratteri cubitali su un manifesto appeso in stazione Centrale a Milano. Una menzogna che può far presa su chi di giustizia sa poco o nulla.