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Ultimo aggiornamento: 9:27
Dopo aver dato il via libera alla Cia per mettere in atto nuove operazioni sotto copertura in Venezuela, volte a destabilizzare il presidente Nicolás Maduro, Donald Trump continua ad allungare le mani degli Stati Uniti sul Sudamerica, e sulle sue riserve petrolifere. Il presidente Usa ha accusato l’omologo della Colombia, Gustavo Petro, di essere un leader del narcotraffico illegale che incoraggia fortemente la produzione massiccia di droga, in grandi e piccole piantagioni, in tutto il Paese”. E mentre il tycoon annunciava anche lo stop di tutti gli aiuti americani a Bogotà, il Pentagono effettuava un nuovo attacco contro una presunta nave della droga legata ad un gruppo di guerriglia colombiano.
Il presidente sudamericano è stato accusato da Washington di non intervenire “contro il più grande business” del suo Paese. Trump per questo ha annunciato che “i pagamenti e i sussidi su larga scala dagli Stati Uniti – che non sono altro che una truffa a lungo termine nei confronti dell’America – non saranno più effettuati”. Si tratta di centinaia di milioni di dollari in fumo per Bogotà che era già stata penalizzata dalla chiusura, da parte di questa amministrazione, di molti programmi di Usaid. Immediata la reazione di Petro: “Il principale nemico del narcotraffico in Colombia nel XXI secolo sono stato io, che ho scoperto le sue connessioni con il potere politico del Paese“, ha dichiarato su X. “Consiglio a Trump di informarsi meglio sulla Colombia, distinguendo tra narcos e politici democratici”, ha aggiunto, dopo aver sottolineato che sotto il suo governo “la crescita dei coltivazioni di coca è stata quasi azzerata”.













