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15 DICEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 8:55
Mentre le tensioni con il Venezuela raggiungono l’apice – con l’ultimo sequestro della petroliera Skipper al largo del Paese sudamericano – Donald Trump torna a minacciare il presidente colombiano, Gustavo Petro, denunciando che “la Colombia produce molta droga” ed è “meglio che si svegli o sarà la prossima”, dopo Caracas s’intende, già nel mirino del Dipartimento di Stato perché presumibilmente “governata dal Cartel de los Soles“. Ma non solo. Trump parla di “fabbriche“, dice che la Colombia vende direttamente la cocaina agli Usa e dice che Petro “avrà seri problemi se non se ne rende conto”, accusandolo di essere piuttosto ostile. Nulla di nuovo sotto il sole, bensì la piena continuità delle operazioni anti-narcos lanciate lo scorso 21 agosto, con raid nei Caraibi che hanno provocato più di 80 vittime e “minacce di operazioni di terra” a tutela del territorio federale.
Ma c’è qualcosa che non torna nelle operazioni anti-narcos di Trump, ora intitolate South Spear: vi è un massiccio apparato militare dispiegato contro governi non allineati – come il Venezuela e la Colombia – compensato da un atteggiamento accomodante nei confronti delgoverno conservatore del Perù, il secondo produttore di cocaina al mondo – oltre 54.655 ettari produttivi -, ritenuto “il granaio del sud”, con “laboratori clandestini in fase di moltiplicazione”, e della Bolivia, ora sotto il governo di Rodrigo Paz, che nel 2023 ha battuto il record di sequestri di carichi pari a oltre 32,9 tonnellate. Trump tace anche sulla situazione in Ecuador, non di certo migliorata sotto il governo del suo delfino Daniel Noboa, dove passa il 70% della cocaina che circola a livello mondiale. Le stesse autorità venezuelane hanno più volte chiesto agli Stati Uniti di porre più attenzione sulla droga che esce da Quito attraverso il Pacifico. Tuttavia, qualche settimana fa, alla vigilia del referendum sulle basi militari Usa in Ecuador, il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, ha speso parole di elogio nei confronti di Noboa definendolo “un esempio nella lotta al narcoterrorismo”.







