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Ultimo aggiornamento: 22:04

Non solo il Venezuela, davanti alle cui coste staziona una portaerei nucleare statunitense. Donald Trump, con l’alibi della lotta al traffico di droga, apre alla possibilità di colpire anche il Messico e la Colombia. Dallo Studio Ovale, parlando con i giornalisti, il presidente ha moltiplicato le minacce di intervento, lasciando intendere che ogni opzione è sul tavolo pur di mostrare fermezza sul fronte della sicurezza. Interpellato sull’ipotesi di raid oltreconfine per fermare i cartelli, ha risposto senza esitazioni: “Per me va bene. Qualunque cosa sia necessaria per fermare il traffico di droga. Non sono affatto contento con il Messico”. E sulla Colombia ha aggiunto che sarebbe “orgoglioso di distruggere le fabbriche dove viene prodotta la cocaina“, anche se, ha precisato, nulla è ancora deciso.

Quanto al Venezuela, alla domanda se escludesse un intervento militare di terra il tycoon ha replicato: “Non escludo nulla. Dobbiamo solo occuparci del Venezuela: hanno riversato nel nostro paese centinaia di migliaia di persone provenienti dalle prigioni”. Ogni scenario è aperto, insomma. Ha poi accennato alla possibilità di un colloquio con Nicolás Maduro: “Ad certo momento parlerò con lui”, ha detto, aggiungendo però che Maduro “non è stato buono con gli Stati Uniti”.