«Gestiremo il paese nel modo giusto». Il punto centrale della conferenza stampa di Donald Trump sull’intervento delle forze speciali USA per arrestare il presidente Nicolas Maduro sta tutto nelle quattro parole «we’ll run it». La disponibilità – anzi l’intenzione – di gestire il paese fino al momento in cui sarà pronto a farlo da solo è la prima grande novità della politica statunitense verso l’America Latina e, forse, gli altri paesi del mondo. Da candidato, Trump si era proclamato fieramente contrario agli interventi all’estero, ritenuti costosi e poco coerenti con gli interessi americani. Dopo un anno di presidenza, da Caracas sembra giungere il messaggio contrario.

La National Security Strategy pubblicata in dicembre aveva fatto parlare di ritorno delle sfere di influenza, con vaste aree controllate dalla superpotenza più direttamente interessata. Molti avevano parlato di un ritorno della dottrina Monroe, almeno nel senso dello slogan “l’America agli americani”. L’interpretazione trumpiana è diversa. La “dottrina Donroe”, come è stata ribattezzata unendo il nome del 47° presidente al cognome del quinto, prevede infatti l’intervento armato non solo per tenere le potenze straniere fuori dal giardino di casa ma anche, si scopre oggi, per portare avanti gli obbiettivi politici statunitensi del momento.