"Il dollaro statunitense sta iniziando il nuovo anno su basi più solide, con un aumento per il quarto giorno consecutivo di negoziazione.
Il principale sviluppo del fine settimana è stato rappresentato dalle azioni intraprese dall'amministrazione Trump in Venezuela, rimuovendo con la forza il presidente Nicolas Maduro, anche se l'impatto iniziale sui mercati è stato relativamente contenuto".
Lo afferma Lee Hardman, Senior currency analyst di Mufg Bank.
"Resta da vedere se quanto successo porterà a un cambio di regime in Venezuela. Delcy Rodriguez, presidente ad interim del Venezuela, ha esteso 'un invito al governo degli Stati Uniti a collaborare su un'agenda di cooperazione, orientata allo sviluppo condiviso, nel quadro del diritto internazionale, e al rafforzamento di una convivenza comunitaria duratura'", aggiunge Hardman, secondo il quale Trump vuole 'accesso totale' al petrolio per ricostruire il Paese. L'aumento del rischio geopolitico ha contribuito a sostenere il prezzo dell'oro dopo la forte correzione al ribasso registrata alla fine dello scorso anno. Nel complesso, non ci aspettiamo che gli sviluppi in Venezuela abbiano implicazioni significative per le nostre prospettive sul mercato valutario nel 2026, in linea con l'impatto iniziale contenuto osservato sui mercati", conclude il Senior currency analyst di Mufg Bank.













