Tra diagnosi, trattamenti, esami e interventi chirurgici, la nutrizione è rimasto un aspetto finora sottovalutato nei percorsi di cura dei pazienti affetti da neoplasie. Qualcosa però sta per cambiare: lo screening nutrizionale è diventato una parte integrante della terapia. Infatti, è stato approvato al Senato l'emendamento 64.3 al testo della Legge di Bilancio 2026, a prima firma della senatrice Elena Murelli, che introduce un programma di screening nutrizionale per i pazienti oncologici. Il testo licenziato da Palazzo Madama è stato poi inviato alla Camera che ieri, martedì 30 dicembre, lo ha approvato definitivamente senza modifiche. Con questa approvazione viene di fatto riconosciuto il ruolo chiave della valutazione e del supporto nutrizionale nel percorso di cura per migliorare esiti clinici, tollerabilità delle terapie e qualità di vita delle persone con tumore.
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Nutrizione e oncologia
Nei pazienti oncologici, la malnutrizione è considerata una “malattia nella malattia” che interessa, secondo le stime riportate dall'Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom), oltre 30 milioni di persone in Europa. Una condizione, causata da molteplici fattori tra cui, per esempio, perdita dell'appetito, nausea, affaticamento, infiammazione cronica, che spesso si traduce in gravi conseguenze non solo sulla qualità della vita, ma anche sulla loro possibilità di aderire alle terapie e che porta ad esiti clinici peggiori. Circa il 60-70% dei pazienti oncologici è malnutrito già alla prima visita, e il 20% di loro non supera la malattia proprio per le gravi conseguenze che la malnutrizione comporta.






