Il carcinoma del colon-retto è il terzo tumore più diagnosticato al mondo e in Italia ha colpito oltre 48.000 persone nel solo 2024. Nonostante ciò, è tra i tumori più prevenibili e curabili, soprattutto se individuato nelle fasi iniziali. Eppure, i dati ci dicono che meno di un cittadino su tre partecipa allo screening, che in molti casi può fare la differenza tra guarigione e diagnosi tardiva.

Screening: solo il 33% partecipa

Nel 2023 in Italia sono stati invitati quasi 8 milioni di cittadini tra i 50 e i 69 anni a effettuare il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci. Ma l’adesione media è stata solo del 34%: un dato molto basso se si considera che l’esame è gratuito, rapido e potenzialmente salvavita. Al Nord si raggiunge il 46%, al Sud appena il 20%. Eppure, proprio questo semplice esame può intercettare la malattia prima che si manifestino i sintomi, quando le probabilità di guarigione superano il 90%.

Camminare aiuta e fa la differenza

Anche l’attività fisica regolare può fare la differenza nella lotta contro il tumore del colon-retto. Un recente studio pubblicato sul New England Journal of Medicine e presentato al congresso Asco ha seguito 900 pazienti post-chemioterapia: chi ha seguito un programma strutturato di esercizio ha avuto un 28% di rischio in meno di recidiva o nuovo tumore.