Da Cenerentola a principessa. Non ci sono zucche, scarpette o bacchette magiche, ma Mps si prepara ad indossare abiti nuovi e scintillanti dopo il percorso di risanamento portato avanti da Luigi Lovaglio che non solo ha portato l’azione, come ha recentemente ricordato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, dagli 1,95 euro del 2022 agli 8 euro attuali, ma ha consentito alla banca senese di conquistare il salotto buono di Mediobanca, finora considerato inviolabile. Mps ora è grande, patrimonializzata e redditizia. E il prossimo 4 febbraio l’assemblea dei soci sarà chiamata a dare vita al nuovo corso, che prevede «un allineamento» dello statuto che tenga in considerazione il «profilo di gruppo» e la «posizione» del Monte dei Paschi «nel contesto bancario» dopo la conquista di Piazzetta Cuccia. Tra le modifiche proposte dal management spiccano l'adozione della lista del cda, l'abbattimento al 5% delle riserve sugli utili, l'innalzamento dei tetti ai bonus e la rimozione dei limiti di mandato per gli amministratori.

L'introduzione della lista del cda, spiega Mps nella relazione che sarà presentata in assemblea, garantisce «maggiore flessibilità del meccanismo di elezione» del consiglio e tiene conto «delle variazioni alla compagine azionaria», con «il venir meno del controllo» del Tesoro. La lista del cda, maggiorata di un terzo rispetto ai consiglieri da eleggere e approvata a maggioranza dei due terzi, come previsto dalla Legge Capitali, andrà depositata con 40 giorni di anticipo rispetto alla data dell'assemblea e 15 giorni prima del termine concesso ai soci per la presentazione delle liste. Il riparto dei posti in consiglio avverrà con il metodo dei quozienti ma alla lista giunta prima verrà riservata almeno la «metà più 1 degli amministratori» mentre alle minoranze verranno garantiti «almeno 2 consiglieri», così da tutelare sia «l'esigenza della governabilità» che la «salvaguardia delle minoranze».