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Giovedì si è conclusa Stranger Things, una delle serie tv più seguite e apprezzate di sempre, e uno dei maggiori successi commerciali della storia di Netflix. Come avviene spesso con serie così seguite e così lunghe (la prima stagione era uscita dieci anni fa) c’era grande attesa per l’episodio finale, alimentata anche dalla eccezionale durata (più di due ore) e dalla decisione di Netflix di farlo uscire alcuni giorni dopo gli altri episodi, a Capodanno.
I finali di stagione ricevono da sempre maggiori attenzioni e giudizi più severi per la facilità con cui deludono le aspettative del pubblico affezionato. Nel caso di Stranger Things le reazioni del pubblico sono state miste: in generale però la serie era molto piaciuta fino a quel punto e questo ne ha probabilmente migliorato la predisposizione e aumentato l’indulgenza di fronte a eventuali punti deboli e domande rimaste senza risposta. Poteva andare molto peggio, o molto meglio, come dimostrano altri episodi finali di serie lunghe e apprezzate, che vengono ricordati e citati ancora dopo molti anni, nel bene o nel male.
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Lost (2004-2010)
















