La spiaggia, dalla sabbia fine e chiarissima, sembra non finire mai. Piccole dune popolate solo da qualche cammello e stormi di gabbianelle le cui impronte marchiano il bagnasciuga lambito dalle onde gentili dell’Oceano Indiano. Passeggiando nel Sud dell’Oman, a Salalah verso lo Yemen, a destra il deserto a sinistra il mare, sembra di vivere in un documentario. La natura è selvaggia e il paesaggio incontaminato ed esotico, come lo sono solo certi angoli della Penisola arabica. Siamo nella terra del deserto del Quarto vuoto: una distesa di sabbia rossa, nata dopo cielo, terra e mare, luoghi scelti da Maometto per la summa della sua vita profetica, in cui echeggiano le storie delle Mille e una notte. Un susseguirsi di saliscendi dove i tramonti hanno la luce calda dell’oro e l’alba il brillio dei diamanti. E nelle notti, lunghe e silenziose, le costellazioni ricamano la volta celeste che appare infinita.

L’Oman è anche la terra del franchincenso dalle proprietà curative, dei profumi, della mirra che rende liscia la pelle e della cucina a base di pregiate carni, ma anche di numerosi pesci tra cui lo stesso squalo. Una varietà che si riversa sulla tavola. E che a Natale si arricchisce di suggestione e calore: nel Paese a fine anno le temperature oscillano fra i 22 e i 29 gradi e nei resort è facile trovare intrecci culturali di sapori. Ed è in questo incontro il suo punto di forza.