Viaggio a Jeddah nel Mar Rosso saudita: cosa fare e mangiare nella “porta” delle città sante dell’Islam
Dalla passeggiata nella parte antica di Al-Balad, Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, tra souq, architetture “Hijazi” e moschee, allo snorkeling tra i coralli di Bayadah island, fino ai ristoranti tipici della tradizione e non solo, le esperienze da non perdere nella culla della società più cosmopolita del Paese mediorientale
venerdì 2 gennaio 2026 di Sabrina Quartieri
In passato, se un musulmano non saudita voleva raggiungere La Mecca, doveva approdare al porto di Jeddah, unica “porta” di accesso per i devoti di ogni parte del mondo alla vicina città santa.
Oggi, invece, il viavai di fedeli forestieri che vi sono diretti è nel suo aeroporto: gli uomini si notano facilmente, perché indossano l’Ihram, un abito rituale composto da due pezzi di stoffa bianca non cuciti (uno per i fianchi, l’altro per il busto), simbolo di purezza e uguaglianza, che si usa durante l’Hajj e l’Umrah, i due pellegrinaggi sacri (si distinguono per obbligatorietà, come il primo, uno dei cinque pilastri dell’Islam, e per tempistiche). Seguaci che un tempo, una volta giunti nella località del Mar Rosso saudita per adempiere ai doveri spirituali della religione, spesso sceglievano di fermarvisi per ricominciare una nuova vita, rendendo così, nei secoli, la società di Jeddah la più cosmopolita del Paese mediorientale, pur restando ben salda alle tradizioni. Visitando le architetture “Hijazi” del centro storico Al-Balad, Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco dal 2014, passando per souq, ristoranti tipici e moschee, si scopre oggi un centro culturale autentico, tappa obbligata per gli appassionati di storia, in viaggio in Arabia Saudita. Turisti che resteranno ammaliati dalla località, rinomata anche per la sua scintillante Corniche, teatro del Gran Premio Jeddah, lo spettacolare e adrenalinico circuito notturno di Formula 1.








