Lusso, sostenibilità e innovazione trovano casa in una nuova, incredibile, destinazione: nel Mar Rosso, sotto l’egida di The Red Sea. Un progetto unico nel suo genere che si estende per oltre 28mila chilometri quadrati con un arcipelago di oltre 90 isole incontaminate. Una volta completato, si prevede nel 2030, potrà contare su50 hotel, 8mila camere, fino a mille proprietà residenziali e un aeroporto internazionale. A raccontare tutto ciò, John Pagano, Group CEO, Red Sea Global, la società di sviluppo interamente di proprietà del Fondo Pubblico di Investimento (Pif) dell’Arabia Saudita.
Gentleman. The Red Sea è la nuova destinazione turistica rigenerativa di lusso in Arabia Saudita: com’è nato il progetto e a che punto siete nella realizzazione?
The Red Sea è nato da un’iniziativa visionaria, Vision 2030, con l’obiettivo di mostrare come l'Arabia Saudita sia una nazione vivace e ambiziosa con un'economia fiorente. Fin dall'inizio, ci siamo proposti di ridefinire il viaggio di lusso attraverso il turismo rigenerativo. Questo significa un turismo che lascia l'ambiente, le comunità e l'economia migliori di come li abbiamo trovati. La costruzione è iniziata nel febbraio 2019 e, entro il 2023, avevamo già accolto i nostri primi ospiti. Oggi, i voli atterrano regolarmente al Red Sea International Airport e i visitatori si godono i nostri resort. Ma questo è solo l’inizio e c'è ancora molto da fare. Entro il 2030, gestiremo 50 resort, 8mila camere d’albergo e mille unità residenziali solo a The Red Sea.






