Il "Marassi Red Sea" è un'iniziativa congiunta tra l'Egitto e partner emiratini e sauditi, che riversa nell’area di Soma Bay, a soli 40 minuti dall'aeroporto di Hurghada, un investimento stimato tra i 18,5 e i 20 miliardi di dollari
Una delle immagini del progetto 'Marassi Red Sea'
La storia di Marassi, per i genovesi, è scritta nelle minacciose acque del Bisagno e scolpita nelle gradinate dello stadio Luigi Ferraris, il tempio del calcio che conferisce al quartiere un’identità inimitabile. Eppure, a oltre tremila chilometri di distanza, lo stesso toponimo è diventato il simbolo di un'opulenza immobiliare che fa impallidire i progetti occidentali: il "Marassi Red Sea".
La storia del nome in Egitto è tutta commerciale. Non deriva da antiche paludi, ma dal successo di un precedente complesso di lusso, il “vecchio” Marassi situato sulla North Coast (Mediterraneo), sviluppato dalla Emaar Misr (affiliata del colosso Emaar). Questo primo resort si è affermato come brand sinonimo di esclusività. Il nuovo progetto sul Mar Rosso è, di fatto, la sua ambiziosa estensione.
Una delle ville pubblizzate dai curatori del progetto Marassi Red Sea






