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In un appunto anonimo nel fascicolo della Procura i nomi di magistrati, politici e imprenditori dell'archivio riservato di Bellavia. L'ipotesi? Un uso improprio di dati riservati per "Report"
Eccoli, tutti i nomi dell'appunto senza firma che approda chissà come nel fascicolo della Procura di Milano sull'"archivio Bellavia", la gigantesca banca di dati riservati accumulata da Giangaetano Bellavia: consulente da decenni di Procure della Repubblica di tutta Italia, ma anche consulente e preziosa fonte di Report. Dopo che l'esistenza dell'archivio è emersa, in modo ancora tutt'altro che chiaro, Lega e Fratelli d'Italia hanno lanciato un allarme: se Bellavia passava a Report i dati di cui era in possesso per conto delle Procure siamo davanti, secondo i due partiti, a uno scandalo senza precedenti. Perché - a differenza di altri casi recenti - a fare il doppio gioco sarebbe un uomo che ha goduto di piena fiducia di tanti magistrati, e che secondo Fdi, poi li avrebbe traditi fornendo dati riservati alla trasmissione Rai, dove poi vengono utilizzati per inchieste sensazionali, prevalentemente su esponenti del centrodestra. C'è una coincidenza significativa: gli unici uomini del centrosinistra che compaiono nell'elenco, Matteo Renzi e Massimo D'Alema, sono anche tra i pochi esponenti dell'opposizione presi di mira da Report.






