Una notte di paura e di attesa per i tanti italiani che vivono in Venezuela.

Una comunità di oltre 120mila persone che ha "assistito" al blitz delle forze speciali statunitensi nella capitale Caracas in un clima di incertezza e tensione.

I boati, i colpi di arma da fuoco: tanti sono stati svegliati e hanno seguito, chi via social, chi ascoltando la radio, lo sviluppo della vicenda. "All'inizio c'è stata molta apprensione perché non si capiva chi stesse mettendo in atto questa azione militare - racconta da Caracas Antonio Violano, presidente del Centro italiano venezuelano -. Le strade sono deserte, il governo dalla tv invita la popolazione a scendere in piazza, ma non molti li seguiranno".

Nessuno degli italiani che vive nella capitale è rimasto ferito: "siamo tutti al sicuro", spiegano, ribadendo di avere seguito le indicazioni dell'Ambasciata che ha immediatamente invitato i nostri connazionali a restare nelle abitazioni e ad evitare gli spostamenti.

"Non abbiamo dormito per le ripetute esplosioni nella notte: si vedeva fumo e si sentivano urla - racconta un cittadino originario dell'Abruzzo-. La tensione resta alta e resteremo in casa, senza andare al lavoro, né a fare la spesa".