Nella notte tra il 2 e il 3 gennaio 2026, intorno alle 2 ora locale (le 7 in Italia), Caracas è stata scossa da almeno sette forti boati, durati circa quindici minuti, accompagnati da rumori simili a sorvoli aerei a bassa quota. Testimonianze raccolte da agenzie come AFP, Reuters e CNN descrivono scene di panico: molte persone sono scese in strada spaventate, finestre hanno tremato per l'intensità delle detonazioni e un corrispondente CNN ha riferito un'esplosione particolarmente violenta.In seguito, è stata avvistata almeno una colonna di fumo nel cielo della capitale, mentre diverse zone sono rimaste senza elettricità. In particolare, è andata al buio un'area meridionale della città, dove si trova una importante base militare.L'episodio avviene in un contesto di altissima tensione tra Stati Uniti e Venezuela.
Il presidente Donald Trump ha recentemente dispiegato una flottiglia navale nei Caraibi, minacciato attacchi terrestri contro il regime di Nicolás Maduro – definendolo con "i giorni contati" – e confermato operazioni contro strutture legate al narcotraffico. Il Pentagono, interpellato da Reuters subito dopo le esplosioni, non ha rilasciato commenti.










