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Mathias Reynard, presidente del Consiglio di Stato del canton Vallese, ha detto che potrebbero volerci giorni per identificare le persone morte la notte di Capodanno nell’incendio di un locale a Crans-Montana, stazione sciistica sulle Alpi svizzere. Il motivo principale è che le ustioni riportate sono tanto gravi da rendere difficile la loro identificazione. Nell’incendio sono morte almeno 40 persone e 119 sono rimaste ferite, di cui tra le 80 e le 100 in modo grave, secondo il consigliere di Stato Stéphane Ganzer. Reynard ha detto che gli esperti al lavoro stanno usando campioni di DNA e impronte dentali, per essere sicuri di dare notizie certe ai familiari delle vittime. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che venerdì è andato a Crans-Montana, ha detto che ci sono ancora tre feriti non identificati.

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L’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, ha detto che nessuno dei morti è stato ancora identificato. Nelle scorse ore la Federazione Italiana Golf ha scritto che è morto Emanuele Galeppini, un ragazzo di 17 anni di Genova: l’unità di crisi della Farnesina, il ministero degli Esteri, non conferma però la sua morte al Post e dice che sta aspettando i risultati del test del DNA. Cornado ha anche detto che la polizia svizzera ha identificato quasi tutti i feriti e che sta contattando i parenti per comunicare loro le condizioni dei familiari, e dove sono ricoverati.