È morto a 89 anni Sergio Lorenzi, chef stellato, ristoratore e instancabile promotore della cucina italiana nel mondo, passato alla storia come l’inventore della celebre tagliata di manzo. Lorenzi amava definirsi un “missionario della cucina italiana”. Una missione che ha contribuito a portare il nostro Paese, come lui stesso affermava, “alla pari, se non oltre, dei cugini francesi”.
Nato a Camaiore (Lucca) ma pisano d’adozione, Lorenzi è stato una figura chiave nell’evoluzione della ristorazione italiana dal secondo dopoguerra fino al pieno riconoscimento internazionale.
Sergio Lorenzi era il cuoco dei grandi personaggi. Nelle sue sale pisane hanno mangiato presidenti della Repubblica come Giovanni Gronchi e Giorgio Napolitano, scienziati di fama mondiale, politici, artisti e star internazionali come Frank Sinatra. Ma dietro il successo e i riconoscimenti c’è una storia personale segnata da sacrifici, talento precoce e una passione incrollabile per la cucina.
Nato in una famiglia poverissima della Versilia, Lorenzi iniziò a lavorare in cucina a soli 13 anni. L’infanzia e l’adolescenza furono segnate anche dagli orrori della guerra: da ragazzo assistette all’eccidio nazista di Sant’Anna di Stazzema del 12 agosto 1944 e la sua famiglia rischiò molto per aver dato ospitalità ad alcuni ebrei. Esperienze che lo segnarono profondamente e che, come raccontò più volte, contribuirono a formare il suo carattere rigoroso ma generoso.








