BELLUNO - Ancora sotto choc, ma fuori pericolo. Sono buone le notizie che arrivano dalla Svizzera: Alessandra Galli De Min, l'unica veneta rimasta ferita nell'incendio di Crans Montana, può cominciare a guardare avanti. Non è più in terapia intensiva, è stata trasferita in un ospedale più periferico per lasciare spazio a persone ferite in maniera molto più grave. E nei prossimi giorni verrà ulteriormente spostata, in una struttura sanitaria più vicino a casa sua, a Ginevra. Intanto ieri mattina è stata operata per le ustioni alle mani, un intervento che risulta uno step necessario verso il pieno recupero, come fanno sapere i parenti che vivono a Belluno.

La donna, 55 anni originaria del Bellunese ma residente da quasi 25 anni in Svizzera (dove lavora come manager di importanti aziende multinazionali e ricopre anche la carica di presidente della famiglia dei bellunesi nel mondo di Ginevra), è ancora incredula di quanto ha vissuto la notte di Capodanno e non sarà semplice né immediato superare il trauma. Ma con l'aiuto del marito (che è rientrato ieri dall'Egitto, dove si trovava) e dei figli, che l'hanno raggiunta in ospedale fin dalle prime ore dopo il disastro, potrà riprendere presto la normale quotidianità. Con la consapevolezza di aver rischiato davvero grosso.