L’intelligenza artificiale aumenta la produttività dei lavoratori, consentendo di risparmiare sette ore e mezzo alla settimana per svolgere i propri compiti e alle imprese di risparmiare fino a 18mila dollari all’anno per dipendente. Per i lavoratori che seguono un percorso di formazione, il risparmio arriva fino a 11 ore alla settimana e cresce proporzionalmente il risparmio economico che può essere fortemente amplificato attraverso la formazione, una leva capace di raddoppiare la produttività. E’ quanto emerge da un report intitolato “AI, diversità e produttività: come colmare il gap generazionale 2025”, realizzato dalla London School of Economics (LSE) in collaborazione con Protiviti, multinazionale di consulenza direzionale che fa parte del gruppo Robert Half, quotato al Nyse. Si tratta di un ampio lavoro di studio, di cui il report rappresenta la seconda puntata, dopo la prima che è stata dedicata all’impatto della demografia. Ne è prevista anche una terza, in programma nei prossimi mesi, che approfondirà le competenze del futuro anche alla luce degli importanti cambiamenti che impatteranno il modo di lavorare.

L’approccio generazionale

Come ci spiega Alessandro Cencioni managing director di Protiviti Italia, «lo studio esplora il diverso approccio generazionale all’intelligenza artificiale, un tema rimasto sotto traccia, ma di grande rilevanza nelle organizzazioni. Il senso dello studio è intercettare come si relazionano con l’Ai e coabitano le 4 generazioni presenti nelle aziende, dato che hanno attitudini al lavoro molto diverse mentre nelle imprese da un lato c’è la necessità di continuare a ingaggiare le persone che appartengono alle fasce di età più mature e dall’altro attirare i più giovani». Per realizzare il report sono stati sentiti oltre 3mila manager in 30 Paesi, tra cui l’Italia da cui arriva il 14% del campione. Dal Regno Unito arriva il 34%, dagli Usa il 35%, dalla Germania il 7%, mentre dalle altre country il 10%.