Le imperfezioni dei corpi come spunto nelle opere d'arte. I grandi artisti dei secoli scorsi non hanno mai avuto problemi di sorta a disegnare corpi con evidenti segni di malattie, oppure di semplice imperfezioni, al contrario di oggi dove c'è una corsa a nascondere questi elementi identificativi soprattutto con la chirurgia plastica.
Ora un volume che raccogliere le ricerche di tre genetisti impegnati a Trieste (i docenti Luigi Memo e Giorgia Girotto, di Mestre, e Paolo Gasparini affiancati da Matteo Della Monica e Gioacchino Scarano) dal titolo "Genio e geni. Lettura clinica delle opere d'arte" per Claudio Ciaboschi editore, cerca di fare luce su un tema davvero intrigante.
La ricerca è molto dettagliata, visto che gli autori hanno preso in esame circa 800 tra sculture e quadri che dimostrano l'assoluta naturalezza della malattia nel mondo dell'arte. E le sorprese, quando questa sorta di lente di ingrandimento degli specialisti si piazza davanti ad una tela, non mancano di certo. Nella celebre Monna Lisa di Leonardo da Vinci, ad esempio, viene scoperta una tumefazione nella mano destra e un deposito di tessuto adiposo all'occhio sinistro. Per una creazione altrettanto immortale come la "Venere" di Sandro Botticelli viene invece segnalata la caratteristica di un piede cavo.






