Disegnare le proprie fragilità, visibili e invisibili, per poi vederle rappresentate in statue stampate in 3D che "le trasformano in bellezza, in un' esperienza di cura e condivisione che permetta di superare i tabù e la vergogna".

Il tutto, visibile online grazie a una vera e propria mostra digitale permanente e in costante aggiornamento, è stato esposto in settembre ad Assisi e non sono escluse in futuro nuove esposizioni.

Si tratta dell'iniziativa Cicatr/ci, realizzata dal Bullone, una fondazione non profit e un giornale mensile che, attraverso il coinvolgimento e l'inclusione lavorativa dei B.Liver, ragazzi che hanno vissuto o vivono ancora il percorso della malattia, promuove la responsabilità sociale di individui, organizzazioni e aziende.

Il progetto Cicatr/ci, lanciato nel 2018 dalla Fondazione in collaborazione con l'artista 3D Giuditta Ravalli, ha coinvolto decine di aziende impegnate, ciascuna, nella modifica di una di due opere in versione cartacea, la Venere di Milo e il David di Michelangelo. "Partendo da uno di questi due disegni in 2D - spiegano alla Fondazione Bullone - ogni membro del gruppo di dipendenti, normalmente da 10 a 20 unità e scelto direttamente dall'azienda, provvede a rappresentare le proprie fragilità personali modificando il disegno scelto, fino ad arrivare a un bozzetto di carta finale che poi diventa una statua grazie alla trasposizione in 3D compiuta da Giuditta". Le opere sono state più volte esposte al pubblico, e "sono state da migliaia di visitatori dal 2018, anno in cui ne vennero esposte 40. L'ultima mostra di Cicatr/ci è stata allestita lo scorso settembre ad Assisi con centinaia di visitatori e, tengono a sottolineare al Bullone, "il progetto è sempre in crescita, non è mai concluso".