Il rogo di Crans-Montana dimostra, ancora una volta, che purtroppo sono tanti, troppi, quelli che, come avvoltoi, aspettano solo di poter cavalcare una tragedia per vomitare tutto l’odio che covano dentro.
Neanche la morte di 47 giovani, la maggior parte neppure maggiorenni, ha frenato i commenti più beceri online. «I giovani ricchi muoiono nelle discoteche a la page situate nelle località sciistiche in Svizzera. Noi poveri facciamo una brutta fine in posti meno altolocati, in posti più bassolocati». Questo è il tenore di tanti post: un odio sociale che non si ferma neppure davanti alla tragedia, anzi se ne alimenta. «La molotov dei ricchi», ha scritto su X un utente allegando la foto di una bottiglia di champagne con una candelina scintillante. Proprio quella che gli investigatori elvetici presumono abbia dato vita all’incendio nel seminterrato del Constellation. Del resto, qualcuno si è dimostrato addirittura infastidito dal fatto che tanti ragazzi fossero lì a festeggiare: «Ragazzi e ragazze dai 16 ai 18 anni che festeggiano aprendo bottiglie da centinaia e centinaia di euro. Vi sembra normale?». La risposta verrebbe spontanea: l’unica cosa non normale è una domanda del genere. C’è spazio anche per l’invidia comunista: «This is capitalism... aggiungi pure località di ricchi sfondati e vip». Ecco la “lotta di classe” del 2026.














