PORDENONE - Le parole di Antonia Ampong ieri intorno alle 16 hanno squarciato il gelo del quartiere Cappuccini. «Siete davvero tantissimi, vi ringrazio per essere qui a commemorare Paul, per alcuni di voi sarà sempre un amico, per altri un conoscente, per altri un migliore amico, per altri ancora un fratello e per me...era tutta la mia vita». Di fronte ad Antonia trecento ragazzi, che hanno dato una lezione di civiltà e di cuore a chi pensa che le nuove generazioni siano solo smartphone e indifferenza. La tragedia di Paul Nana Ampong, il quindicenne strappato alla vita nel tardo pomeriggio della Vigilia di Natale, battezzato "Spazio X" toglie il fiato.
I suoi fratelli, Antonia e Gedeon con dignità hanno scelto di andare incontro alla marea di coetanei. Chi porta un giglio, chi una scritta. Piovono lacrime. «Lo so che Paul era giovane, lo so che molti si chiedono il perché si fa coraggio Antonia lo so che non è giusto perché sarebbe diventato un giocatore professionista». Chi ha fede in momenti come questi può perderla. La famiglia Ampong è protestante. «Paul e la nostra famiglia crede in Dio dice la sorella e preghiamo e speriamo che ora stia ballando e cantando, che sia felice. Se avete bisogno di piangere, fatelo. Paul era la persona più forte che avete conosciuto, se ce la faccio io, dovete farvi forza anche voi».






