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Ultimo aggiornamento: 19:42

“Dopo il danno provocato da lavori interminabili, adesso a imprese e cittadini tocca subire anche la beffa dei rincari”. A tornare sul tema del rincaro dei pedaggi autostradali è stato il presidente regionale della Cna Abruzzo e vicepresidente nazionale, Bernardo Sofia. Il riferimento è all’aumento, scattato dal primo gennaio, dei pedaggi autostradali lungo gran parte delle autostrade italiane e che riguarda anche arterie, come la A14 Adriatica gestita dalla società Autostrade per l’Italia. Il ritocco verso l’alto delle attuali tariffe è dell’1,5 per cento. “Il provvedimento deciso dall’Autorità di regolazione dei trasporti è stato applicato in modo burocratico, non tenendo in alcun conto l’impatto che ciò produce sugli utenti che utilizzano il sistema autostradale non occasionalmente, ma per svolgere la propria attività lavorativa. – sottolinea Sofia – Utenti che, soprattutto lungo la tratta tra Abruzzo e Marche della A14, si trovano a sopportare, da anni, disagi, rischi per la sicurezza e ritardi in ragione del protrarsi di lavori di manutenzione straordinaria di cui non si intravvede il termine. E mentre i rincari hanno un impatto certo e quotidiano sui conti delle aziende di trasporto di merci e persone, i ristori legati ai ritardi provocati sui tempi di percorrenza dai cantieri hanno invece modalità di applicazione complesse e farraginose. Con il rischio concreto, nella sostanza, di vanificare il tutto. Oltretutto, non vorrei si dimenticasse anche il fatto che le imprese dell’autotrasporto si trovano a fare i conti anche con l’aumento delle accise sul gasolio decise dal governo, completando un quadro di crescita dei costi da sostenere”.