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Non una sola “giornata nera”, ma un mese a intermittenza: undici appuntamenti possono incidere su chi si sposta. Il picco è tra 9 e 10 gennaio, ma l’impatto cambia per territorio e aziende coinvolte

Il 2026 parte con un mese che, sul fronte mobilità e servizi, rischia di essere tutt’altro che lineare. Le agitazioni sindacali si inseguono lungo tutto gennaio e toccano settori chiave: scuola, aerei, ferrovie e trasporto pubblico locale. Non c’è una singola “giornata nera”, ma una serie di appuntamenti ravvicinati che, a seconda della città e dell’azienda coinvolta, possono tradursi in ritardi, corse cancellate o servizi ridotti. La variabile decisiva resta sempre la stessa: controllare le comunicazioni ufficiali e le fasce di garanzia prima di mettersi in viaggio.

Nel complesso, le date potenzialmente sensibili sono undici. Alcune mobilitazioni hanno un respiro nazionale, altre restano circoscritte a territori o singole società. Le durate cambiano: in molti casi si parla di stop brevi (4–5 ore), ma non mancano agitazioni da 8 ore e giornate intere di sciopero.