Il regista, sceneggiatore e attore Marco D’Amore presenta “Gomorra – Le Origini” (dal 9 gennaio su Sky e in streaming su Now). Ambientata a Napoli nel 1977 è la storia di come tutto è iniziato: di come un giovanissimo Pietro Savastano entrerà nel mondo della criminalità, sullo sfondo di una Napoli in piena trasformazione, povera, segnata dal contrabbando di sigarette e all’alba dell’arrivo dell’eroina.

La nuova serie, origin story sull’educazione criminale del futuro boss, fornendo una nuova prospettiva sulle radici del potere di Pietro cattura un’epoca che ha definito il volto della criminalità moderna. I primi quattro episodi della serie sono diretti da Marco D’Amore, anche supervisore artistico e co-sceneggiatore del progetto nonché già protagonista di “Gomorra – La Serie”, mentre gli ultimi due sono diretti da Francesco Ghiaccio (“Dolcissime”, “Un posto sicuro”). Creata da Leonardo Fasoli, Maddalena Ravagli e Roberto Saviano, è distribuita internazionalmente da Beta Film.

“All’inizio ho detto di no perché nutro un sentimento di profondissima riconoscenza e di devoto amore verso questo progetto – ha affermato Marco D’Amore – e verso le donne e gli uomini che lo hanno animato, sostenuto, pensato, realizzato. E quindi a bilancio di dieci anni di vita, tra direzione, recitazione, la possibilità che mi è stata data di esordire alla regia con un progetto che è stato ‘L’immortale’. Sentivo di non avere forse la capacità di dare ancora qualcosa. Nutrendo, Forse, anche un pregiudizio rispetto al timore che sentivo di battere una strada che forse avevamo già percorso e che era stata percorsa bene. Invece sono stato smentito, innanzitutto dalla capacità e dalla volontà di Sky e di Cattleya di non avere timore di sterzare, dal talento di Leonardo Fasoli e Maddalena Ravagli per cui già fin dai albori della scrittura si intuiva un respiro, un profumo, una intenzione completamente diversa… Ho sentito che tutti insieme volevamo accollarci la responsabilità di sterzare e di cadere perché era necessario raccontare questa storia, andare da un’altra parte, assumerci le responsabilità”.