E ancora: in Romania nel 2015, al Colectiv Club di Bucarest, ancora pirotecnici, ancora schiume infiammabili, ancora un'unica uscita praticabile. 64 morti, 146 feriti, un intero Paese in piazza a chiedere responsabilità politiche e legali. A questi si aggiungono le tragedie più recenti ricordate dalle agenzie internazionali: il Pulse di Koani in Macedonia del Nord (59 morti, oltre 150 feriti lo scorso anno), il rogo nella discoteca Masquerade di Istanbul, nel 2024 (29 morti). Eppoi gli incendi in locali di Goa, Murcia, Perm, Oakland Un filo rosso che collega continenti e decenni: spazi chiusi, pirotecnici, materiali combustibili, uscite inadeguate, sovraffollamento. "Le simulazioni condotte su The Station e su casi analoghi - spiegano gli esperti di Sima - mostrano che, quando il soffitto o le pareti in materiali plastici e lignei vengono coinvolti, il tempo utile per evacuare può essere inferiore ai 90-120 secondi prima che temperatura e fumo rendono l'aria irrespirabile e l'ambiente letale. Alla luce di queste evidenze, si continuano a utilizzare fiamme libere, fuochi d'artificio, botti, candele "scenografiche" su bottiglie in locali chiusi e affollati. Non è solo imprudente: è in aperta contraddizione con ciò che sappiamo da anni sulla dinamica degli incendi, il comportamento umano in emergenza e la tossicità dei materiali. Qui la prospettiva della medicina ambientale diventa fondamentale".
Crans Montana, Sima: "Vietare pirotecnici nei locali chiusi". Ecco tutte le stragi del passato
L'incidente di Crans Montana rappresenta l'ennesima tragedia evitabile. Lo affermano gli esperti della Sima, la Società italiana di med...











